28 Jun 2017
Conferenze



Per scrivermi:
Marco Guzzi
Via G. Valmarana 71
00139 - Roma
marcoguzzi@surf.it
 

Nuove Visioni



5 aprile 2005

Perché e come scrivo poesia
in attesa di un pubblico, in attesa di un mondo

Nella mia poesia entrano parole di ogni genere, anche volgari o di uso quotidiano, come cesso, intestino, mignotta; o anche proprie dei linguaggi tecnici o specialistici, come video, underground, vulcanizzato, handicap, gene, e così via. Ciò che conta è direi l’impasto: l’immagine che nasce deve cioè comunque lampeggiare, essere in un certo senso rivelativa, e cioè rivelare un qualche aspetto della trasformazione, del metabolismo materico e psichico che è in atto in me come in tutte le cose, nel mondo come unità linguistica. Questo effetto rivelativo accade linguisticamente al di là di ogni controllo stilistico, è un puro evento, una vera e propria rivelazione appunto, che si può servire di qualsiasi parola, utilizzandola direi inconsciamente, nel senso di Campana, e cioè inserendola in una visione, in una sorta di sogno profetico, che dà significati imprevedibili alle cose più comuni, come accade appunto nei sogni.

Effettivamente risulta sempre più difficile delineare una tradizione storica lineare e continuativa nella poesia contemporanea; ma non mi sembra che questo fenomeno riguardi solo le ultime generazioni. Credo piuttosto che almeno a partire dal protoromanticismo tedesco l’esperienza poetica occidentale sia andata avanti proprio attraverso fratture e confutazioni dell’intera tradizione letteraria precedente, pensiamo solo alle rivoluzioni di Hoelderlin e di Novalis, di Rimbaud, di Mallarmé, di tutte le avanguardie, e così via. Oggi questo carattere rivoluzionario e antiletterario dell’intera poesia contemporanea è come rimosso, così come si tenta di rimuovere la natura di fine/inizio epocale che possiede il Novecento e ancora di più il nostro tempo. Ma se non ci fermiamo nuovamente a riflettere sull’effettiva frattura rivoluzionaria, che è una vera e propria svolta antropologica, che è in corso, rischiamo di disorientarci del tutto, e di procedere a tentoni, senza alcuna comprensione di ciò che ci sta accadendo. Ed è proprio questo sbandamento teorico che spiega l’arbitrarietà, mista ad infantile presunzione, con cui si inventano tradizioni, filiazioni, linee o scuole letterarie.
Sicuramente questa perdurante debolezza storico-critica rende il panorama poetico contemporaneo estremamente fiacco e poco incidente. Spesso ci si limita a infondate scelte di (cattivo) gusto, oppure è semplicemente la forza (commerciale) della casa editrice ad accreditare il valore (?) delle opere. Abbiamo bisogno al contrario di una nuova critica che sappia riprendere il discorso storicamente consapevole che la grande poesia ha continuato a fare lungo tutto il Novecento, e che ci parla di una ultimatività del nostro tempo e di una trasformazione radicale, direi iniziatica, ancora possibile offerta alla nostra umanità. Abbiamo bisogno di una critica che sappia discernere gli autori e le opere che incarnino più intensamente questa passione trasformativa, e che sappia perciò indicare il filo reale e forte che unisce le generazioni. Questo filo c’è, ma lo vede solo chi in qualche modo lo produce e lo prosegue. Ad esempio in Italia ne intravediamo la fievole ma costante luce in Campana come in un certo Montale, in un certo Ungaretti come in un certo Luzi, ma anche nelle passioni apocalittiche di Pasolini o nelle alchimie linguistiche di Porta. Forse si potrà prima o poi comporre una nuova antologia della poesia italiana del Novecento, che raccolga quei testi che ancora ci possono servire, in cui parli cioè l’uomo che sta nascendo a fatica in ciascuno di noi.

E’ difficile definire concettualmente l’essenza di un verso, mi limiterei a dire che per me un verso è tale se lampeggia, se dà luce come un lampo, se suona come una verità evidente e dimenticata, e cioè appunto come una rivelazione. Un verso mi deve dire qualcosa di inaudito eppure semplice. Deve accadere, deve venire dai segreti spirituali del mio corpo e darmi un incremento vitale di pensiero: mille watt per tutto il sistema nervoso: una pace luminosa, la sensazione che la cosa è fatta. Perché questo accada è spesso richiesto un lavoro di anni. Difficilmente pubblico una poesia prima di averla lavorata per almeno 5 o 6 anni, e nella maturazione di un libro mi capita di buttare centinaia di testi inadeguati. Perché una poesia si formi deve infatti cadere tutto ciò che so, tutte le mie menzogne, le mie esagerazioni, la mia volontà di dire. La lingua deve ridursi a cristallo. E risuonare, come un cristallo. Il testo deve risuonare di un unico suono, coerente, implacabile, ogni sillaba da un capo all’altro del testo deve concordare con tutte le altre in modo del tutto naturale eppure sorprendente e nuovo. Se questa percezione si ripete per anni e in situazioni emotive diverse, col mal di capo o in piena salute, quando sono lucido o quando sono confuso e demotivato, allora so che questo testo è una poesia. La verifica è cioè tutta fisica, è il linguaggio che parla nella mia carne e mi dice: questo è un verso, e l’insieme di questi versi è una poesia.

Nessun testo autentico può nascere ormai da un contenuto “concettuale” prescritto, per i motivi che ho esposto sopra. Il contenuto di partenza è piuttosto una certa energia, una temperatura, uno stato più o meno alterato della coscienza. Il contenuto è cioè emotivo: c’è una disperazione in me che incomincia a parlare; c’è una gioia che incomincia a delirare, a uscire coè dai limiti di tutto ciò che è noto. Leopardi, in tal senso, chiude il grande ciclo della poesia egoica occidentale, controllata cioè dalla coscienza del nostro io, recluso nell’autoriflessione Il mio io poetico, al contrario, non possiede i propri contenuti “concettuali” prima dell’atto poetico stesso, ma mi si rivela di poesia in poesia, nasce e cresce poeticamente, come d’altronde l’identità dell’uomo contemporaneo, che è sempre più metamorfica, trans-figurante, aperta alla rivelazione di ciò che sta per nascere in ciascuno di noi, e che in ogni momento vuole spazio (mentalmente libero) per avvenire, per farsi me stesso. D’altronde non c’è alcun automatismo nella rivelazione linguistica che la poesia è; tutt’altro. La parola nuova parla tramite me se io, il mio nuovo io in ascolto, so riceverla, accoglierla, tradurla nella mia carne verbale, in questo italiano del 2005, e cioè se mi impegno a corrisponderle responsabilmente. Potremmo arrivare a dire che la rivelazione del nuovo, a tutti i livelli, dalla creazione poetica fino all’autocomunicazione di Dio, è sempre un lavoro umano, di cui siamo pienamente responsabili.

Tutto il mio lavoro poetico è realizzato nelle prime ore della giornata, tra le 7 e le 11, nel mio studio, con la mia penna stilografica dall’inchiostro verde. E’ verde dal 1999, per trenta anni era stato nero. Un senso ci sarà in questo recente passaggio di colore. Anche il mio penultimo libro, Preparativi alla vita terrena, ha i titoli di copertina in verde, e non per mia volontà, ma per una scelta autonoma dell’editore. Che il verde della terra, di una nuova vita terrena stia sbocciando dal nero di tante mortificazioni precedenti? La prima lettrice è quasi sempre stata mia moglie Paola.

Quando mi sono nutrito fortemente di un poeta, mi è capitato di leggerlo ad alta voce e nella sua lingua, perché la vera poesia è intraducibile. La risonanza linguistico-rivelativa semplicemente svanisce in quasi tutte le traduzioni. E’ penoso leggere Celan in italiano, o Trakl o Dylan Thomas. Io non ho incominciato a scrivere mosso dalla lettura di altri poeti. Ho incominciato a scrivere tra i 13 e i 14 anni perché nella scrittura trovavo un luogo, uno stato mentale in cui respirare, una dimensione libera in cui placare la mia ansia ma anche dare voce alla mia gioia a volte incontenibile, pazzesca. Chiamavo i miei testi: pensieri o sogni, e non li mettevo affatto in relazione con le poesie che ci facevano studiare a scuola. Non vedevo alcun nesso. Ho impiegato almeno 10-15 anni a capire in che senso il mio fare avesse qualcosa a che vedere con ciò che mi veniva trasmesso come poesia, e a comprendere che comunque questo nesso non era affatto così stretto e lineare, e che la mia sensazione di estraneità aveva un qualche fondamento storico e spirituale, tutto tra l’altro da indagare. Per cui mi dedicai, tramite Heidegger, alla comprensione anche teoretica del nuovo statuto di verità che il dire poetico stava rivendicando.

Non mi pare che sussista alcun gusto condiviso per la poesia né alcun pubblico. Risulta del tutto oscuro perché dovremmo perdere il nostro tempo a leggere libri spesso inutili e mortalmente noiosi. Non sussiste un pubblico dunque, in quanto la poesia non possiede una collocazione culturale chiara, non si sa più che cosa sia e nessuno si prende la cura di spiegarcelo. Per me la poesia ha senso solo come rivelazione della metamorfosi (psicologica e storica) in atto. Essa può aiutare l’uomo e la donna metropolitani, che patiscono la propria crisi evolutiva senza nemmeno sapere che cosa stiano vivendo, a comprendere il senso evolutivo del loro travaglio. La poesia è cioè uno degli strumenti del passaggio evolutivo in atto: una diaconia del Nascente: lo strumento ostetrico della sua nascita linguistica. Il pubblico della poesia è composto perciò dalle persone che se ne servono (spesso inconsapevolmente) per liberarsi dalla cappa di morte che ci sovrasta. Questo pubblico è dunque in formazione, come è in formazione l’umanità che saprà riprendere il discorso della propria storia, e cioè la storia della propria liberazione.

La poesia dà luce di eternità a ciò che abbiamo sotto gli occhi, e che non riusciamo a vedere. La poesia ci mostra la luce segreta delle pesche, delle pozzanghere, della carne ferita o raggiante. La poesia è cioè carnale, proprio perché è spirituale e viceversa. L’evento rivelativo è sempre carnale-spirituale: sono i sensi che diventano rivelativi. Ecco perché tanta poesia intellettualistica denota solo una carenza di fuoco erotico, e cioè di spirito, in definitiva uno stato morboso, una patologia storico-culturale. La poesia autentica invece riporta sempre a terra, alla santità della vita terrena, dei suoi limiti e delle sue speranze. Perciò ci può aiutare a trovare la nostra via di salvezza. L’attività spirituale dell’uomo è oggi ridotta alle prassi intellettuali, alle astrazioni del concetto e alla simbolizzazione informatica. Ma lo spirito dell’uomo non è solo razionalità e produzione, è anche visione, rivelazione, potenza creativa originaria. Se non vogliamo proseguire in una linea suicidaria, davvero insostenibile, dobbiamo perciò imparare a riequilibrare nella nostra vita quotidiana e nelle gerarchie dei saperi la razionalità con l’emozione visionaria, il computer con la meditazione, la chat con la cura dell’incontro fisico, le leggi del mercato con la gioia della gratuità, il linguaggio dei telegiornali o delle SMS con il canto della preghiera e dell’invocazione. E la poesia può aiutarci a ritrovare questa concretezza fisica, questa lentezza gioiosa in cui le cose vere maturano e la vita si rinnova.


Risposte ad un questionario sui Poeti del 2000, curato da Riccardo Held, per la Rivista Studi Duemilleschi, diretta da Cesare De Michelis, numero 2, 2002

marcoguzzi@surf.it


Archivio

Il tempo del tramonto
Un'epoca apocalittica da reinterpretare

leggi tutto

13 aprile 2016


L'Insurrezione
dell'umanità nascente

leggi tutto

21 settembre 2015


Papa Francesco e la nuova contestazione globale del XXI secolo
Il pensiero cristiano custodisce l'ultima critica radicale al pensiero unico?

leggi tutto

22 luglio 2015


Diventare sempre più Cristo
Una nuova stagione di fede vissuta

leggi tutto

28 maggio 2015


Parole per nascere - Poesie di un nuovo inizio
Introduzione al nuovo libro di Marco Guzzi

leggi tutto

15 settembre 2014


La Nuova Evangelizzazione
Un tempo nuovo per la chiesa e per il mondo

leggi tutto

19 maggio 2014


Alla ricerca del continente della gioia
Passi, passaggi, pratiche, e grazie

leggi tutto

7 dicembre 2013


Imparare ad amare: il destino dell'uomo
Introduzione al volume "Imparare ad amare"

leggi tutto

31 ottobre 2013


La fede richiede pensiero


leggi tutto

2 settembre 2013


Il tempo di ricominciare
Globalizzazione e Nuova Evangelizzazione

leggi tutto

13 ottobre 2012


Il tempo della nuova coscienza
La rigenerazione in atto del cuore dell'uomo

leggi tutto

4 giugno 2012


Il cuore a nudo (Premessa)
Guarire in dialogo con Dio

leggi tutto

10 marzo 2012


Il nuovo potere dell'uomo nuovo
Dal dominio alla donazione

leggi tutto

19 gennaio 2012


Nuovi esercizi per un tempo nuovo
La spiritualità cristiana alla svolta dei tempi

leggi tutto

29 ottobre 2011


L'educazione dell'umanità nascente
Pedagogia umana e iniziazione cristiana
nel vortice di una svolta antropologica

leggi tutto

21 giugno 2011


Lettera ai miei figli sulla bellezza del matrimonio
In occasione dei 25 anni di unione coniugale con Paola

leggi tutto

16 maggio 2011


Lo stato della cultura a Occidente
Uno sguardo apocalittico

leggi tutto

28 febbraio 2011


Mancano le parole e manca il pane
Miseria dei ricchi e strage dei poveri

leggi tutto

14 dicembre 2010


Amare è trasformare
Lo sguardo messianico che ama e trasfigura il mondo

leggi tutto

23 ottobre 2010


Essere creativi, divenire cristiani
Scoprire l'intima unione tra creatività radicale ed esperienza cristiana

leggi tutto

24 agosto 2010


La vocazione di tutti
Un amore che libera e sovverte

leggi tutto

3 giugno 2010


Ringiovanire il mondo
Chi sono i giovani in un mondo decrepito?

leggi tutto

3 maggio 2010


Il potere di diventare santi


leggi tutto

7 febbraio 2010


Liberare l'azione ad Occidente
Dal senso di impotenza ad un nuovo slancio del cuore

leggi tutto

13 gennaio 2010


Salute/Salvezza
Il nuovo bisogno primario

leggi tutto

12 ottobre 2009


La vera e la falsa vacanza
Dal turismo di massa alla gioia del cuore

leggi tutto

4 agosto 2009


Spiritualità contemporanea ed esistenza cristiana


leggi tutto

6 luglio 2009


Gli ultimi tempi
L'identità umana rimessa in gioco

leggi tutto

6 maggio 2009


Yoga e preghiera cristiana (Introduzione)
Percorsi di liberazione interiore

leggi tutto

13 aprile 2009


San Paolo ad Atene
Ora come allora: l'umanità a un bivio

leggi tutto

4 marzo 2009


Radicati nella trasformazione
Essere cristiani dentro il travaglio della storia

leggi tutto

16 gennaio 2009


La donna nel fuoco
vivo della trasformazione

leggi tutto

17 dicembre 2008


Accogliere gli affaticati e gli oppressi
L’educazione alla fede come processo di liberazione e di guarigione

leggi tutto

16 ottobre 2008


Sperare nell'Eterno per trasformare la storia
Un commento all'Enciclica "Spe salvi" di Benedetto XVI

leggi tutto

25 agosto 2008


Essere davvero mariti per essere padri
nel tempo della trans-figurazione

leggi tutto

15 luglio 2008


Questo è un momento cruciale
Il nulla che vedi è la sorgente del tuo significato

leggi tutto

18 giugno 2008


Tornano le domande di senso
Lo spirito umano nei tempi estremi

leggi tutto

21 maggio 2008


La conversione della chiesa
Essere cristiani nel tempo del ricominciamento

leggi tutto

3 aprile 2008


Perdonarsi
L'alienazione, la colpa, e la nuova integrità

leggi tutto

12 marzo 2008


Poesia e Rivoluzione
Lo stato della poesia in Italia

leggi tutto

20 febbraio 2008


Un tempo di grazia, per ricominciare
Interpretare il tempo presente per favorire
la trans-formazione dell'uomo

leggi tutto

9 gennaio 2008


La mia esperienza nei gruppi di Marco Guzzi
di Alessandro Iapino

leggi tutto

12 dicembre 2007


Democrazia umana
Crisi e rigenerazione del progetto democratico

leggi tutto

20 novembre 2007


Cuori surgelati?
La gabbia di ghiaccio e il vento del disgelo

leggi tutto

1 novembre 2007


Essere popolo
La laicità assoluta dell'umanità nascente

leggi tutto

11 ottobre 2007


Da via Ravenna al Nuovo Salario
La luce del giorno nel cuore di Roma

leggi tutto

20 settembre 2007


Un fuoco non visto incendia la terra
Lo Spirito ci libera dall'ego, anche da quello cristiano

leggi tutto

24 agosto 2007


Poesia come azione
La nascita dell'umanità dal silenzio e dall'ascolto

leggi tutto

23 giugno 2007


Ri-Educarsi
Alcune riflessioni sull'educazione
della nostra umanità nascente

leggi tutto

30 maggio 2007


Ma vogliamo davvero cambiare?
Le piazze urlanti e le rivoluzioni del cuore

leggi tutto

11 maggio 2007


Dico sì o Dico no
E' questo il problema?

leggi tutto

16 aprile 2007


René Char 1907/2007
La profezia dei poeti

leggi tutto

26 marzo 2007


Etty Hillesum
Un Dio da aiutare a nascere

leggi tutto

5 marzo 2007


Una parola fuori dal coro
Il rifiuto profetico di questo mondo
nell'esperienza poetica contemporanea

leggi tutto

12 febbraio 2007


Poeti dell'inizio e della fine
La confessione del poeta

leggi tutto

28 gennaio 2007


Ritrovare un ordine delle priorità
Cosa fare? e quando e come farlo?

leggi tutto

5 gennaio 2007


Verso l'uomo inedito
omaggio a Ernesto Balducci

leggi tutto

22 dicembre 2006


Lo Spartiacque
Ciò che nasce e ciò che muore
a Occidente

leggi tutto

1 dicembre 2006


Tornare a respirare
Il tempo che ci manca

leggi tutto

13 novembre 2006


Terzo Millennio
La fede cristiana all'alba di un'era nuova

leggi tutto

29 ottobre 2006


Il matrimonio come opera d'arte
Sfide e opportunità di una crisi

leggi tutto

14 settembre 2006


Fragilissimi
La fragilità estrema dell'umanità contemporanea
come condizione propizia alla trasformazione

leggi tutto

31 agosto 2006


Al di là dell'io, al di là dell'Occidente
Leggere i segni dei tempi
nel travaglio della poesia contemporanea

leggi tutto

12 agosto 2006


La liquidazione dell'uomo vecchio
Intervista del quotidiano Avvenire a MG

leggi tutto

27 luglio 2006


Darsi pace
Urgenza psicologica e necessità storica

leggi tutto

15 luglio 2006


Rinascere
Tre lezioni sul rapporto
tra esperienza cristiana e pratica dello Yoga
alla svolta dei tempi

leggi tutto

28 giugno 2006


RINASCERE (2a parte)
Tre lezioni sul rapporto
tra esperienza cristiana e pratica dello Yoga
alla svolta dei tempi

leggi tutto

28 GIUGNO 2006


In my end is my beginning
Comprendere e vivere
il tempo della trans-figurazione

leggi tutto

7 giugno 2006


Emily Dickinson: poesia come visione e nascita
Concepire l'Eterno come tempo presente

leggi tutto

19 maggio 2006


Amore e Incarnazione
Un commento all'enciclica sull'amore
di Benedetto XVI

leggi tutto

1 maggio 2006


Dialoghi oltre la soglia
ricordando Giovanna Sicari

leggi tutto

15 aprile 2006


Perché i poeti alla fine di un mondo?
Per Martin Heidegger a trenta anni dalla morte

leggi tutto

3 aprile 2006


L'ultima lezione


leggi tutto

3 aprile 2006


Inaugurare l'umano
Introduzione al pensiero
di Maurice Bellet

leggi tutto

15 marzo 2006


In che cosa posso sperare?
Forme e contenuti della speranza
alla fine di un mondo

leggi tutto

2 marzo 2006


Lo splendore del volto
Alcune riflessioni sull'arte contemporanea

leggi tutto

1 febbraio 2006


Passaggio cruciale
La fine di un mondo
e la nascita dell'uomo

leggi tutto

9 gennaio 2006


Beati i puri di cuore
perché vedranno Dio

leggi tutto

5 dicembre 2005


Fede e politica nel XXI secolo
La nuova integrazione
tra spiritualità e prassi trasformative

leggi tutto

15 novembre 2005


Il forte vento della trasformazione
L'esigenza contemporanea e la ricerca
di nuovi itinerari di liberazione interiore

leggi tutto

22 ottobre 2005


Chi parla a chi?
L'autoreferenzialità della cultura dominante
e il balbettio dell'umanità nascente

leggi tutto

6 ottobre 2005


Testimoniare la speranza nel tempo dell'agonia delle civiltà
Alcune riflessioni in vista del Convegno ecclesiale del 2006

leggi tutto

25 agosto 2005


Perdono e Rivoluzione
Intorno ad alcuni contenuti messianici di una conferenza di Jacques Derrida

leggi tutto

15 giugno 2005


Un'umanità che si autocrea?
Alcune riflessioni sulla fecondazione artificiale

leggi tutto

21 maggio


La nuova umanità: di pace
La riconiugazione tra la visione escatologica cristiana e la speranza laica alla svolta dei tempi

leggi tutto

5 maggio 2005


Il tempo più propizio
per un rinnovamento della vita e della cultura cristiane

leggi tutto

5 aprile 2005


Perché e come scrivo poesia
in attesa di un pubblico, in attesa di un mondo

leggi tutto

5 aprile 2005


Mario Luzi: omaggio alla memoria
Dai nostri frammenti l'annuncio di un battesimo

leggi tutto

1 marzo


Per una poetica della gioia
L'eredità poetica del XX secolo

leggi tutto

1 marzo 2005


Tsunami
Il male del mondo e la nostra speranza

leggi tutto

3 febbraio 2005


Lamento con Dio per lo tsunami e risposta


leggi tutto

3 febbraio 2005


Nuove Visioni
Incarnare la verità che si esprime

leggi tutto

10 gennaio 2005


   webmaster: Giulio Balestreri