20 Oct 2017
Conferenze



Per scrivermi:
Marco Guzzi
Via G. Valmarana 71
00139 - Roma
marcoguzzi@surf.it
 

Nuove Visioni



31 agosto 2006

Fragilissimi
La fragilità estrema dell'umanità contemporanea
come condizione propizia alla trasformazione

Uno dei grandi insegnamenti del Concilio Vaticano II consiste nello spingerci a confrontarci con il mistero di Dio a partire dalla concretezza della vita degli uomini: è nella sapiente lettura di ciò che ci succede, in quanto individui e in quanto collettività umana, nelle nostre umilissime biografie e storiografie, che si fa luce la vera presenza di Dio. Non altrove. Non nelle nostre astrazioni metafisiche, non nelle nostre pretese di catturare il mistero in definizioni più o meno “oggettive”, e neppure in luoghi o in eventi o in riti particolari in cui il divino possa venire catturato e sacralizzato dalla nostra volontà di controllo: “né su questo monte né in Gerusalemme”(Gv 4,21). Il mistero vivente di Dio ci si rivela solo nella concretezza della nostra esistenza storica come senso e salvezza, direzione e liberazione. Perciò la Costituzione pastorale Gaudium et spes precisa che il Popolo di Dio “cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio”(n.11).
I cristiani dunque tentano di discernere le tracce del disegno divino leggendo a fondo la storia che condividono con tutta l’umanità. Non si mettono cioè su qualche piedistallo, non si separano dalle altre persone, non pretendono di occupare uno spazio privilegiato né tantomeno esterno al travaglio della storia, ma condividono con tutti le stesse angosce e le stesse aspirazioni, e anzi vivendole fino in fondo e radicalmente, attendono che lo Spirito ne illumini il significato salvifico, per poterlo poi comunicare alle sorelle e ai fratelli terrestri.

Detto questo, mi sembra che la nostra umanità tardo-moderna soffra di un senso particolare di fragilità. Ognuno di noi deve naturalmente fronteggiare gli elementi costitutivi della fragilità umana: i problemi di salute o finanziari, i lutti o le crisi affettive e coniugali. Ma è come se ogni problema aprisse immediatamente un baratro di insensatezza che è sempre lì sotto i nostri piedi, e che quindi basta un nonnulla per spalancare. La nostra umanità sembra vivere cioè su una sottilissima lastra di ghiaccio che anche una minima incrinatura può spaccare. Siamo perciò fragilissimi, e questo spiega tra l’altro la nostra ritrosia rispetto ad ogni decisione impegnativa, ed anche la sostanziale stagnazione di questi anni. Chi può infatti muoversi agevolmente su una lastra di ghiaccio pronta a spaccarsi?

Questa nostra specifica fragilità dipende dalla fase storico-antropologica che stiamo attraversando, e cioè dalla crisi o dal tracollo di molte certezze millenarie e abitudini mentali su cui gli umani avevano costruito i loro mondi. Questo processo di dissolvimento e di rigenerazione va avanti da secoli in realtà, e coincide con l’epoca della modernità, culminando con l’accelerazione vertiginosa del XX secolo. E non è affatto finito, come i teorici della post-modernità hanno immaginato, sognando magari un qualche “ritorno” del sacro o del religioso in forme premoderne. No, un ritorno è certamente in atto, ma è “in avanti”, come cantava il poeta francese René Char. Torniamo cioè ad interrogarci sul senso della nostra esistenza anche in termini spirituali, ma portando con noi tutta l’evoluzione positiva della modernità: lo spirito critico, la libertà individuale, il rigore scientifico, e così via. Indietro c’è solo l’Egitto delle nostre schiavitù mentali o direttamente politico-religiose, di cui ci siamo a fatica e sanguinosamente liberati.
La nostalgia storica d’altronde non è mai stato un sentimento tipicamente cristiano. Lasciamolo ai pagani e a chi ha sempre qualcosa, un qualche potere normalmente, da perdere o da rimpiangere perché ormai perduto.

Il punto in cui ci troviamo adesso costituisce inoltre una soglia nuova proprio in quanto le stesse traiettorie di senso, fondate sulla ragione scientifica o ideologica, mostrano di essere anch’esse insufficienti. Se infatti la modernità aveva criticato filosoficamente e poi scientificamente le credenze religiose, adesso sono questi stessi strumenti critici ad entrare in crisi, a non dare più alcuna fondazione “razionale” alla nostra vita. Siamo giunti perciò ad una crisi di secondo grado, come la chiama Maurice Bellet. Ed è proprio questa crisi “alla seconda” che fa tremare la terra sotto i nostri piedi, rendendoci così fragili, e a volte così disperati. Il vuoto di senso e il senso di vuoto sono il nostro cibo quotidiano: amarissimo cibo. In queste condizioni, mentre il mondo non possiede alcuna rete di significati condivisi, mentre crollano interi mondi storici gridando istericamente tutti insieme la loro presenza sul palcoscenico telematico globalizzato, in questa spaventosa “rissa delle lingue”, l’essere umano deve continuare ad esistere, a lavorare, tenta di creare comunque rapporti personali significativi, patendo una tensione interiore che diviene ogni giorno più insostenibile. Questo luogo così estremo e doloroso può divenire il luogo di una grande svolta. Il luogo addirittura della nascita di una nuova umanità. Il luogo perciò più propizio, anzi l’unico luogo davvero propizio. Ma procediamo con ordine.

Di fronte a questa voragine esistenziale, che si radica in uno sconvolgimento storico-culturale di portata antropologica, le strategie predominanti in questi ultimi due o tre decenni sono state due: la deriva nichilistica e la regressione fondamentalistica. O ci si acquieta nella rassegnazione, adattandosi alle piccole gratificazioni offerte dall’universo tecnico-mercantile, e mimetizzandosi nell’anonimato sociale, perseguendo così il più antico espediente biologico per sopravvivere, che è appunto il mimetismo. Oppure si regredisce in qualche mondo culturale e/o religioso di tipo precritico, dottrinario, autoritario, e rigido, che mi dia almeno l’illusione di essere qualcosa di preciso. Queste due strategie della nostra figura morente di umanità sono tanto inadeguate quanto profondamente distruttive. Alla lunga o ci uccidono o ci spingono ad uccidere.

Paradossalmente invece la crisi la superiamo solo vivendola fino in fondo, e cioè comprendendo che la figura di umanità che sta tramontando in questo Occidente planetarizzato deve tramontare.
Dobbiamo comprendere molto meglio che ciò che sta tramontando è solo il nostro io bellico, quella modalità di essere umani, di costruire la nostra identità (sessuale o religiosa o politica) contrapponendoci polemica-mente all’altro da noi: odiandolo, separandoci, escludendo, facendo insomma la guerra. E’ questa la figura di umanità che sta tracollando dentro e fuori di noi. Questo è il segno più grande di questi tempi. Questo è il segno da capire. Tutto ciò che in me si regge sulla separazione, sull’autosufficienza, sulla chiusura autoriflessa, sta miseramente mostrando la propria nullità essenziale. Questo è il senso evolutivo del nichilismo. E tutto ciò che a livello storico-culturale e religioso abbiamo costruito su quella forma mentis ego-centrata, ancora una volta escludendo e uccidendo l’altro/a, sta crollando e crollerà fino in fondo.

Ma in questo punto di crolli non c’è poi più nulla? c’è solo il nulla dell’annientamento di ogni significato? Oppure è proprio lì, in questa fragilità estrema, in questo indebolimento senza rimedio della mia umanità, che può nascere qualcos’altro? Possediamo un modello di questa dinamica? Possediamo un modello che ci insegni che l’estrema fragilità, la passione finale, il fallimento di tutte le ragioni e di tutte le speranze solo umane, costituiscano il luogo di una nascita nuova dell’Uomo? A me sembra che i misteri della Pasqua non ci parlino d’altro. Tra il venerdì santo e la domenica di Pasqua l’essere umano si trans-figura infatti proprio attraversando la crisi definitiva di ogni pretesa di autosufficienza. In tal senso la disperazione odierna può essere il luogo propizio di un passaggio di umanità, che è poi l’unica via che ci si apre ancora davanti: la porta stretta della trans-figurazione.

Per cui alla persona fragilissima che ognuno di noi è non dobbiamo proporre irreali e antistorici modelli di forza, baldanzosi ritorni alle certezze tutte belliche del Medioevo, ma innanzitutto l’accoglimento della propria debolezza come luogo di trasformazione e di salvezza. Dobbiamo insegnare che l’indebolimento e la stessa disperazione del nostro io autosufficiente, sono il prezzo inevitabile di una transizione verso una figurazione ben più dilatata e spaziosa e spirituale di umanità. Dobbiamo comprendere e insegnare col nostro comportamento che ciò che oggi sta entrando in crisi, dovrà andarci ancora più radicalmente, fino al punto in cui impareremo che il ghiaccio spaccato doveva diventare acqua fluente, nuova corrente di vita, affinché i deserti dell’anima e della storia potessero rifiorire.

Un mondo intero sta realmente finendo. Una mia figurazione umana sta realmente finendo. Si sta consumando. Più resistiamo al mutamento, più sarà lungo e doloroso. Abbiamo bisogno di comprendere bene i segni di questo passaggio nella nostra vita personale e nella storia del mondo. Abbiamo bisogno cioè di un accompagnamento personale lungo il processo della nostra trans-figurazione, e di una lettura ispirata dei tempi che ci aiuti a discernere ciò che sta tramontando definitivamente da ciò che va preservato attraverso il mutamento.

Le donne e gli uomini di oggi non hanno bisogno di prospettive di accomodamento, che risulteranno sempre più velocemente invivibili, ma di percepire in questa fine ineluttabile il fresco e profumato respiro di un Ricominciamento. Hanno bisogno di un annuncio credibile della Pasqua, che ci sappia dire nelle nostre concretissime situazioni: “Sì, una forma della tua personalità si sta sfaldando, un certo modo di essere maschio o femmina non ha più senso, una certa modalità di essere cristiano o musulmano o buddista sta letteralmente scomparendo, determinati modi di essere prete, suora, scrittore, monaco, casalinga, medico, di sinistra, di destra etc. sono svuotati di senso, sono maschere vuote ormai, maschere mortuarie. Ma tutto ciò è un bene. Ti stai liberando di infinite illusioni, presunzioni, arroganze, egoismi inconsci. Stai crescendo. Non avere paura. La tua fragilità, perfino la tua disperazione, sono il luogo privilegiato del mutamento. Lasciati svuotare. Lasciati purificare. Lasciati trans-figurare. Ciò che c’è di buono non andrà mai perduto. E il resto è solo l’escremento della (tua) storia. Al fondo di ciò che può sembrare un fallimento c’è l’invenzione di Dio, la sua creatività, la sua bontà, il suo disegno che vuole fare di te ben altro rispetto a tutto ciò che tu credi di essere e che continui disperatamente a difendere.”

Io penso che se sapremo trasmettere questo messaggio, che è davvero una buona notizia, il Vangelo sarà compreso e accolto ad un nuovo livello, proprio attraverso la grande crisi pasquale che stiamo attraversando.



Articolo pubblicato nella rivista "Via Verità e Vita - Comunicare la fede", n.2 marzo/aprile 2006, anno LV

marcoguzzi@surf.it


Archivio

Il tempo del tramonto
Un'epoca apocalittica da reinterpretare

leggi tutto

13 aprile 2016


L'Insurrezione
dell'umanità nascente

leggi tutto

21 settembre 2015


Papa Francesco e la nuova contestazione globale del XXI secolo
Il pensiero cristiano custodisce l'ultima critica radicale al pensiero unico?

leggi tutto

22 luglio 2015


Diventare sempre più Cristo
Una nuova stagione di fede vissuta

leggi tutto

28 maggio 2015


Parole per nascere - Poesie di un nuovo inizio
Introduzione al nuovo libro di Marco Guzzi

leggi tutto

15 settembre 2014


La Nuova Evangelizzazione
Un tempo nuovo per la chiesa e per il mondo

leggi tutto

19 maggio 2014


Alla ricerca del continente della gioia
Passi, passaggi, pratiche, e grazie

leggi tutto

7 dicembre 2013


Imparare ad amare: il destino dell'uomo
Introduzione al volume "Imparare ad amare"

leggi tutto

31 ottobre 2013


La fede richiede pensiero


leggi tutto

2 settembre 2013


Il tempo di ricominciare
Globalizzazione e Nuova Evangelizzazione

leggi tutto

13 ottobre 2012


Il tempo della nuova coscienza
La rigenerazione in atto del cuore dell'uomo

leggi tutto

4 giugno 2012


Il cuore a nudo (Premessa)
Guarire in dialogo con Dio

leggi tutto

10 marzo 2012


Il nuovo potere dell'uomo nuovo
Dal dominio alla donazione

leggi tutto

19 gennaio 2012


Nuovi esercizi per un tempo nuovo
La spiritualità cristiana alla svolta dei tempi

leggi tutto

29 ottobre 2011


L'educazione dell'umanità nascente
Pedagogia umana e iniziazione cristiana
nel vortice di una svolta antropologica

leggi tutto

21 giugno 2011


Lettera ai miei figli sulla bellezza del matrimonio
In occasione dei 25 anni di unione coniugale con Paola

leggi tutto

16 maggio 2011


Lo stato della cultura a Occidente
Uno sguardo apocalittico

leggi tutto

28 febbraio 2011


Mancano le parole e manca il pane
Miseria dei ricchi e strage dei poveri

leggi tutto

14 dicembre 2010


Amare è trasformare
Lo sguardo messianico che ama e trasfigura il mondo

leggi tutto

23 ottobre 2010


Essere creativi, divenire cristiani
Scoprire l'intima unione tra creatività radicale ed esperienza cristiana

leggi tutto

24 agosto 2010


La vocazione di tutti
Un amore che libera e sovverte

leggi tutto

3 giugno 2010


Ringiovanire il mondo
Chi sono i giovani in un mondo decrepito?

leggi tutto

3 maggio 2010


Il potere di diventare santi


leggi tutto

7 febbraio 2010


Liberare l'azione ad Occidente
Dal senso di impotenza ad un nuovo slancio del cuore

leggi tutto

13 gennaio 2010


Salute/Salvezza
Il nuovo bisogno primario

leggi tutto

12 ottobre 2009


La vera e la falsa vacanza
Dal turismo di massa alla gioia del cuore

leggi tutto

4 agosto 2009


Spiritualità contemporanea ed esistenza cristiana


leggi tutto

6 luglio 2009


Gli ultimi tempi
L'identità umana rimessa in gioco

leggi tutto

6 maggio 2009


Yoga e preghiera cristiana (Introduzione)
Percorsi di liberazione interiore

leggi tutto

13 aprile 2009


San Paolo ad Atene
Ora come allora: l'umanità a un bivio

leggi tutto

4 marzo 2009


Radicati nella trasformazione
Essere cristiani dentro il travaglio della storia

leggi tutto

16 gennaio 2009


La donna nel fuoco
vivo della trasformazione

leggi tutto

17 dicembre 2008


Accogliere gli affaticati e gli oppressi
L’educazione alla fede come processo di liberazione e di guarigione

leggi tutto

16 ottobre 2008


Sperare nell'Eterno per trasformare la storia
Un commento all'Enciclica "Spe salvi" di Benedetto XVI

leggi tutto

25 agosto 2008


Essere davvero mariti per essere padri
nel tempo della trans-figurazione

leggi tutto

15 luglio 2008


Questo è un momento cruciale
Il nulla che vedi è la sorgente del tuo significato

leggi tutto

18 giugno 2008


Tornano le domande di senso
Lo spirito umano nei tempi estremi

leggi tutto

21 maggio 2008


La conversione della chiesa
Essere cristiani nel tempo del ricominciamento

leggi tutto

3 aprile 2008


Perdonarsi
L'alienazione, la colpa, e la nuova integrità

leggi tutto

12 marzo 2008


Poesia e Rivoluzione
Lo stato della poesia in Italia

leggi tutto

20 febbraio 2008


Un tempo di grazia, per ricominciare
Interpretare il tempo presente per favorire
la trans-formazione dell'uomo

leggi tutto

9 gennaio 2008


La mia esperienza nei gruppi di Marco Guzzi
di Alessandro Iapino

leggi tutto

12 dicembre 2007


Democrazia umana
Crisi e rigenerazione del progetto democratico

leggi tutto

20 novembre 2007


Cuori surgelati?
La gabbia di ghiaccio e il vento del disgelo

leggi tutto

1 novembre 2007


Essere popolo
La laicità assoluta dell'umanità nascente

leggi tutto

11 ottobre 2007


Da via Ravenna al Nuovo Salario
La luce del giorno nel cuore di Roma

leggi tutto

20 settembre 2007


Un fuoco non visto incendia la terra
Lo Spirito ci libera dall'ego, anche da quello cristiano

leggi tutto

24 agosto 2007


Poesia come azione
La nascita dell'umanità dal silenzio e dall'ascolto

leggi tutto

23 giugno 2007


Ri-Educarsi
Alcune riflessioni sull'educazione
della nostra umanità nascente

leggi tutto

30 maggio 2007


Ma vogliamo davvero cambiare?
Le piazze urlanti e le rivoluzioni del cuore

leggi tutto

11 maggio 2007


Dico sì o Dico no
E' questo il problema?

leggi tutto

16 aprile 2007


René Char 1907/2007
La profezia dei poeti

leggi tutto

26 marzo 2007


Etty Hillesum
Un Dio da aiutare a nascere

leggi tutto

5 marzo 2007


Una parola fuori dal coro
Il rifiuto profetico di questo mondo
nell'esperienza poetica contemporanea

leggi tutto

12 febbraio 2007


Poeti dell'inizio e della fine
La confessione del poeta

leggi tutto

28 gennaio 2007


Ritrovare un ordine delle priorità
Cosa fare? e quando e come farlo?

leggi tutto

5 gennaio 2007


Verso l'uomo inedito
omaggio a Ernesto Balducci

leggi tutto

22 dicembre 2006


Lo Spartiacque
Ciò che nasce e ciò che muore
a Occidente

leggi tutto

1 dicembre 2006


Tornare a respirare
Il tempo che ci manca

leggi tutto

13 novembre 2006


Terzo Millennio
La fede cristiana all'alba di un'era nuova

leggi tutto

29 ottobre 2006


Il matrimonio come opera d'arte
Sfide e opportunità di una crisi

leggi tutto

14 settembre 2006


Fragilissimi
La fragilità estrema dell'umanità contemporanea
come condizione propizia alla trasformazione

leggi tutto

31 agosto 2006


Al di là dell'io, al di là dell'Occidente
Leggere i segni dei tempi
nel travaglio della poesia contemporanea

leggi tutto

12 agosto 2006


La liquidazione dell'uomo vecchio
Intervista del quotidiano Avvenire a MG

leggi tutto

27 luglio 2006


Darsi pace
Urgenza psicologica e necessità storica

leggi tutto

15 luglio 2006


Rinascere
Tre lezioni sul rapporto
tra esperienza cristiana e pratica dello Yoga
alla svolta dei tempi

leggi tutto

28 giugno 2006


RINASCERE (2a parte)
Tre lezioni sul rapporto
tra esperienza cristiana e pratica dello Yoga
alla svolta dei tempi

leggi tutto

28 GIUGNO 2006


In my end is my beginning
Comprendere e vivere
il tempo della trans-figurazione

leggi tutto

7 giugno 2006


Emily Dickinson: poesia come visione e nascita
Concepire l'Eterno come tempo presente

leggi tutto

19 maggio 2006


Amore e Incarnazione
Un commento all'enciclica sull'amore
di Benedetto XVI

leggi tutto

1 maggio 2006


Dialoghi oltre la soglia
ricordando Giovanna Sicari

leggi tutto

15 aprile 2006


Perché i poeti alla fine di un mondo?
Per Martin Heidegger a trenta anni dalla morte

leggi tutto

3 aprile 2006


L'ultima lezione


leggi tutto

3 aprile 2006


Inaugurare l'umano
Introduzione al pensiero
di Maurice Bellet

leggi tutto

15 marzo 2006


In che cosa posso sperare?
Forme e contenuti della speranza
alla fine di un mondo

leggi tutto

2 marzo 2006


Lo splendore del volto
Alcune riflessioni sull'arte contemporanea

leggi tutto

1 febbraio 2006


Passaggio cruciale
La fine di un mondo
e la nascita dell'uomo

leggi tutto

9 gennaio 2006


Beati i puri di cuore
perché vedranno Dio

leggi tutto

5 dicembre 2005


Fede e politica nel XXI secolo
La nuova integrazione
tra spiritualità e prassi trasformative

leggi tutto

15 novembre 2005


Il forte vento della trasformazione
L'esigenza contemporanea e la ricerca
di nuovi itinerari di liberazione interiore

leggi tutto

22 ottobre 2005


Chi parla a chi?
L'autoreferenzialità della cultura dominante
e il balbettio dell'umanità nascente

leggi tutto

6 ottobre 2005


Testimoniare la speranza nel tempo dell'agonia delle civiltà
Alcune riflessioni in vista del Convegno ecclesiale del 2006

leggi tutto

25 agosto 2005


Perdono e Rivoluzione
Intorno ad alcuni contenuti messianici di una conferenza di Jacques Derrida

leggi tutto

15 giugno 2005


Un'umanità che si autocrea?
Alcune riflessioni sulla fecondazione artificiale

leggi tutto

21 maggio


La nuova umanità: di pace
La riconiugazione tra la visione escatologica cristiana e la speranza laica alla svolta dei tempi

leggi tutto

5 maggio 2005


Il tempo più propizio
per un rinnovamento della vita e della cultura cristiane

leggi tutto

5 aprile 2005


Perché e come scrivo poesia
in attesa di un pubblico, in attesa di un mondo

leggi tutto

5 aprile 2005


Mario Luzi: omaggio alla memoria
Dai nostri frammenti l'annuncio di un battesimo

leggi tutto

1 marzo


Per una poetica della gioia
L'eredità poetica del XX secolo

leggi tutto

1 marzo 2005


Tsunami
Il male del mondo e la nostra speranza

leggi tutto

3 febbraio 2005


Lamento con Dio per lo tsunami e risposta


leggi tutto

3 febbraio 2005


Nuove Visioni
Incarnare la verità che si esprime

leggi tutto

10 gennaio 2005


   webmaster: Giulio Balestreri